La Presidenza del Consiglio ha dato il via a un programma di alta formazione per dodici funzionari, destinati a comporre una nuova task force pre-legislativa. L'iniziativa mira a integrare l'intelligenza artificiale nelle attività preparatorie dei provvedimenti governativi, focalizzandosi sulla redazione tecnica delle norme e sull'analisi preventiva degli impatti regolatori.

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Formazione specialistica con la Treccani

Il percorso didattico, intitolato "Intelligenza artificiale per scrittura normativa e valutazione d'impatto", sarà gestito dalla Treccani Accademia di Roma tra il 18 settembre e il 9 ottobre. Il programma prevede 16 ore di lezioni per fornire ai dipendenti competenze sia tecnologiche che giuridiche, permettendo loro di gestire l'IA lungo tutto il processo regolatorio. L'investimento complessivo per l'operazione ammonta a 5.141,82 euro (oltre IVA), con un costo pro capite di circa 482,49 euro.

Supporto tecnico e limiti decisionali

La task force opererà specificamente nelle fasi che precedono il Consiglio dei ministri, supportando l'elaborazione di testi normativi complessi. L'obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell'analisi e della coerenza dei testi, senza che l'IA interferisca con il ruolo decisionale delle istituzioni. Questo approccio si allinea alle recenti linee guida per i deputati, che pongono l'accento sul controllo umano e sulla responsabilità degli autori come presupposti imprescindibili per l'uso di strumenti sintetici nella produzione normativa.

Un ecosistema normativo in evoluzione

L'iniziativa di Palazzo Chigi si inserisce in un contesto di rapido adeguamento legislativo. L'Italia ha già mosso passi concreti con il decreto per l'attuazione dell'AI Act, che ha regolamentato l'uso di tecnologie critiche come il riconoscimento facciale. A livello globale, emerge una tendenza verso la creazione di istituzioni di governance dedicate per colmare il divario tra l'evoluzione tecnologica e la capacità regolatoria degli Stati, come evidenziato dai recenti dialoghi delle Nazioni Unite sulla governance dell'IA.

Impatto sul mercato italiano

L'adozione di strumenti AI nella pubblica amministrazione potrebbe accelerare la semplificazione burocratica, riducendo le incongruenze tra norme settoriali. Tuttavia, l'efficacia di tale transizione dipenderà dalla capacità dei funzionari di mitigare i rischi di allucinazioni dei modelli e di garantire che la produzione normativa rimanga trasparente e accessibile, evitando l'estremizzazione della complessità giuridica.