L'Oceano Pacifico sta accumulando un'energia termica che minaccia di riscrivere i libri di storia del clima. Secondo le analisi presentate da ricercatori di Berkeley Earth e della NOAA, l'attuale fenomeno di El Niño è in rotta di collisione con un picco di intensità che potrebbe superare ogni record degli ultimi 150 anni per un margine definito dagli esperti come "sbalorditivo".

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Una sinergia pericolosa con il riscaldamento globale

Il rischio principale non risiede solo nella natura ciclica del fenomeno, ma nella sua sovrapposizione con il cambiamento climatico antropico. Zeke Hausfather di Berkeley Earth avverte che questa combinazione potrebbe spingere le temperature medie globali del 2027 fino a 1,7°C sopra i livelli pre-industriali. Un simile scenario porterebbe il pianeta a superare criticamente la soglia di 1,5°C stabilita dagli accordi di Parigi.

Mentre la NOAA stima una probabilità dell'80% che l'evento diventi "molto forte" entro la fine dell'anno, altri modelli suggeriscono proiezioni ancora più estreme. La stima mediana per la temperatura superficiale del Pacifico indica un incremento di circa 0,8°C rispetto al precedente record stabilito tra il 2015 e il 2016.

Impatti economici ed ecosistemici

Le conseguenze non saranno limitate a semplici anomalie termiche. La storia insegna che eventi di questa portata hanno costi devastanti: l'El Niño del 1997-98 ha ridotto la crescita economica globale di circa 5,7 bilioni di dollari. Justin Mankin del Dartmouth College ipotizza che l'attuale evento possa causare perdite economiche fino a 10 bilioni di dollari entro il 2032.

Oltre al collasso finanziario, l'ecosistema marino è in pericolo critico. L'aumento delle temperature oceaniche accelera lo sbiancamento dei coralli e riduce la capacità degli oceani di assorbire anidride carbonica dall'atmosfera, creando un pericoloso circolo vizioso di feedback climatico.

Incertezze e previsioni a breve termine

Nonostante la tendenza all'intensificazione, alcuni esperti ricordano che i modelli climatici non sono infallibili e l'esatta portata del fenomeno sarà chiara solo al momento del picco. Tuttavia, la rapidità con cui si sono rafforzati i legami tra atmosfera e oceano nel Pacifico equatoriale suggerisce che l'evento sarà persistente almeno fino ad aprile 2027, rendendo probabile che anche il 2026 si registri come uno degli anni più caldi mai documentati.