Nell'ottobre 2026 quasi la metà dei nuovi giochi pubblicati su Steam dichiara l'uso di contenuti generati con l'intelligenza artificiale. È il dato che emerge da un'analisi diffusa su Reddit dall'utente u/ploz, che ha esaminato circa 63.600 titoli usciti sulla piattaforma di Valve dal gennaio 2024. Il post, che ha raccolto centinaia di voti, parla di un titolo che il sito di riferimento descrive come «più del 50%» di giochi con dichiarazione AI nel mese.

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La dichiarazione è obbligatoria dal gennaio 2024, quando Valve ha introdotto l'obbligo per gli sviluppatori di segnalare alcuni usi di AI generativa. All'epoca appena l'1,7% delle nuove uscite riportava una dichiarazione. Il dato ha seguito una crescita costante: 13,2% nell'intero 2024, 24% nel 2025 e 40,1% nei primi dieci mesi del 2026. Nel solo ottobre 2026 la quota è arrivata al 49,9%, contro il 26,4% dello stesso mese dell'anno precedente.

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Immagine: Wikipedia — https://en.wikipedia.org/wiki/Steam_(service)

La dichiarazione copre usi molto diversi tra loro. Secondo i dati dell'analisi, il 63% dei giochi del 2026 con dichiarazione segnala contenuti artistici, il 30% testi o traduzioni, il 26% lo store page e il marketing, il 21% musica e il 16% codice. Solo il 3% dichiara un'AI che genera contenuti durante la partita. Gli stessi dati mostrano che il peso della dichiarazione varia con la dimensione dei titoli: tra quelli con meno di dieci recensioni la quota dichiarata è del 47%, mentre tra quelli con oltre mille recensioni scende al 14%.

Il tema è esploso in un momento in cui Valve ha già affrontato il problema dei cloni. Durante lo Steam Indie Connect in Corea, il team business Steam, con Tom Giardino e Marc Wilkinson, ha detto che la piattaforma non vuole fare da filtro sugli strumenti usati dagli sviluppatori. Il consiglio è stato di costruire una comunità fedele e di aggiornare il gioco con regolarità, perché un titolo più complesso è più difficile da copiare. Valve ha inoltre indicato che l'estorsione con minacce di clonazione è una questione da forze dell'ordine, pur promettendo aiuto. La risposta è arrivata dopo il caso di Needle in a Haystack Simulator, un piccolo gioco indie copiato più volte prima ancora dell'uscita.

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Immagine: softwarekeep.com — https://softwarekeep.com/blogs/how-to/download-and-instal-steam

La questione si intreccia con un dibattito sulla visibilità. Su Steam non esiste un filtro nativo per escludere i giochi con dichiarazione AI, e il fenomeno è stato criticato anche da Tim Sweeney, CEO di Epic Games, che ha definito «abhorrent» il sistema di dichiarazione di Steam. Il numero delle dichiarazioni cresce anche per il Next Fest di ottobre, dove secondo le rilevazioni di SteamDB circa il 36% delle demo di oltre settemila titoli segnalava l'uso di AI. Nel frattempo, alcuni giocatori chiedono a Valve un filtro che riduca la visibilità dei giochi dichiarati.

Resta da capire quanto il dato possa essere confrontato con altre misure. Le rilevazioni dei siti specializzati usano metodi diversi e il numero delle dichiarazioni non dice quanto l'AI pesi davvero su ciascun gioco.